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La Foglia (Zo d'Axa) — Storia e analisi

Un fiume di giornali attraversa una folla inquieta, ogni foglio sembra portare non solo inchiostro, ma la febbre di nuove idee. L'occhio è prima catturato dal titolo audace e tumultuoso—la feuille—e poi attratto in un mare di volti, ciascuno reso con l'arguzia mordace e la simpatia che contraddistinguevano la mano di Théophile Alexandre Steinlen. Davanti, un uomo con un cappello a bombetta avanza con passo deciso, bastone in mano, lo sguardo del suo compagno è diffidente ma determinato.

Intorno a loro, la folla è animata: alcuni spingono, altri guardano con disprezzo, alcuni alzano lo sguardo con speranza o sospetto verso la carta stampata che svolazza. Il vortice di fogli, quasi come bandiere, taglia diagonalmente l'immagine, un grido visivo che non si tratta di un annuncio ordinario, ma di un richiamo all'attenzione. Questa è Parigi all'inizio del ventesimo secolo, quando i manifesti non erano solo pubblicità, ma campi di battaglia per l'opinione pubblica. Commissionata come un volantino promozionale per La Feuille, il giornale radicale di Zo d’Axa, questa stampa cattura l'energia e l'inquietudine di una città viva di dibattiti politici e cambiamenti sociali.

Litografie come questa, prodotte tra il 1897 e il 1899 dalle presse di Charles Verneau, venivano affisse su muri e chioschi, le loro linee audaci e messaggi urgenti raggiungendo un pubblico affamato di notizie e satira. La storia ha conservato poche tracce di questo foglio specifico, ma i volti della folla—di volta in volta comici, ansiosi e sfidanti—parlano ancora del tumulto e delle possibilità del loro tempo. Fermati davanti a essa e immagina il fruscio della carta, il mormorio delle voci, la città stessa come un palcoscenico vivente.

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