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I Folli (Gil Blas Illustrato) — Storia e analisi

Un delirio selvaggio e vorticoso si impadronisce della pagina in Les Fous (Gil Blas Illustré), dove Théophile Alexandre Steinlen scatena una visione che sembra sia febbrile che precisa. L'occhio è immediatamente catturato dalla figura centrale: una donna, con i capelli arancioni fiammeggianti, la bocca spalancata in una risata o in un grido, la sua nudità è sia un simbolo di abbandono che una provocazione diretta. Intorno a lei, musicisti si contorcono e saltano, i loro corpi piegati in archi impossibili, mentre dietro di loro una folla si dissolve in un caos di arti e volti.

Le linee vibrano di movimento, e la palette—dominata da ocra, neri e rossi—accentua il senso di mania. Il tocco di Steinlen è inconfondibile: le sue figure sembrano vacillare sul bordo della caricatura, ma la loro energia è fin troppo reale, come se l'intera scena potesse esplodere dalla pagina. Quest'opera appartiene al mondo febbrile della Parigi di fine Ottocento, quando riviste illustrate come Gil Blas Illustré prosperavano grazie alla satira, al commento sociale e allo spettacolo. Pubblicata nel 1895, questa immagine accompagnava un testo di Émile Goudeau e sarebbe stata incontrata da lettori affamati sia di intrattenimento che di un riflesso acuto degli eccessi della propria società.

La stampa illustrata è stata un crogiolo per artisti come Steinlen, che utilizzarono le sue pagine per deridere, sedurre e provocare. La storia ha mantenuto poche tracce delle vite individuali dietro queste immagini, ma la conservazione di questo numero da parte della Biblioteca Pubblica di Boston ci permette di vedere la carica elettrica che tali opere portavano nel loro tempo. Guarda di nuovo la folla tumultuosa: la follia che Steinlen evoca non è solo fantasia, ma uno specchio tenuto di fronte allo spirito inquieto e sempre in movimento della città.

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