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Mosè con le tavole della legge — Storia e analisi

Ciò che colpisce per primo lo spettatore in Mozes met de tafelen der wet di Augustin de Saint-Aubin è lo spazio carico tra Mosè e la folla: un abisso attraversato dalle tavole di pietra che tiene in alto, il cui peso è sia letterale che simbolico. Le figure ai lati sono catturate in un momento di rivelazione: alcuni si inginocchiano, con le braccia tese in ammirazione o supplica, mentre altri indietreggiano o si coprono gli occhi, come se la legge stessa irradiasse una gravità insopportabile. L'artista guida lo sguardo con linee che convergono su Mosè, la sua postura eretta e le tavole formano l'asse attorno al quale ruota il dramma.

Anche lo sfondo, con la sua leggera suggestione di montagne, avanza, rafforzando il senso di un mondo trasformato da un unico atto. Creata nel 1759, questa stampa appartiene a una tradizione di illustrazione biblica che fiorì nell'Europa dell'Illuminismo, quando stampe come queste erano apprezzate sia per la devozione privata che per l'istruzione pubblica. Augustin de Saint-Aubin, noto per la sua linea abile ed economica, faceva parte di una famiglia di artisti che fornivano a Parigi ritratti, illustrazioni di libri e scene religiose. Stampe di questo tipo venivano spesso commissionate da editori desiderosi di soddisfare la domanda di arte accessibile che potesse portare la storia sacra nelle case.

Sebbene la storia abbia mantenuto poche tracce del viaggio di questo foglio specifico, la sua sopravvivenza nella collezione del Rijksmuseum oggi è una testimonianza dell'appetito duraturo per immagini che rendono presente il momento antico, invitandoci, secoli dopo, a stare tra la folla e assistere alla consegna della legge.

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