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Sogno di una Notte di Mezza Estate, Atto III Scena 1 — Storia e analisi

L'occhio è prima catturato dalla delicata stranezza di questi bambini delle fate, che camminano in punta di piedi attraverso un mondo pallido e quasi vuoto. Ogni figura è una meraviglia di invenzione: un bambino con ali di falena, un altro con un berretto a forma di bocciolo di fiore, tutti resi nella linea sottile e precisa che contraddistingue Arthur Rackham nella sua forma più maliziosa. Lo spazio intorno a loro è vasto e luminoso, facendo sì che la loro processione sembri sia segreta che esposta, come se fossero vagati in una radura proprio mentre l'alba si fa strada.

Il più lieve accenno di colore—verdi muschiosi, rosa petalo—suggerisce un mondo a metà visto, a metà immaginato, mentre le rovi striscianti e i petali sparsi ai loro piedi accennano alla fragile frontiera tra il regno delle fate e il nostro. Creata nel 1908, questa illustrazione appartiene a un momento in cui l'illustrazione di libri stava vivendo un'età dell'oro, con artisti come Rackham che incantavano il pubblico edoardiano assetato di fantasia e fuga. Opere come questa, ispirate a Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, venivano spesso commissionate per edizioni di lusso destinate a essere regali o tesori da collezione, i loro soggetti magici un balsamo per un mondo sull'orlo della modernità. Sebbene poco si sappia del viaggio esatto di questo disegno particolare, la sua presenza nella collezione Bonhams oggi è una testimonianza della duratura fascinazione per la visione di Rackham—una che invita gli spettatori a soffermarsi, cercando il prossimo segreto nell'immensa nebbia.

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