Giardino d'autunno, Tavola 49 — Storia e analisi
Un groviglio di radici e steli domina la pagina, ogni pianta rappresentata con una chiarezza che sembra quasi chirurgica. In Giardino d'Autunno, Tavola 49 (Hortus Eystettensis), l'occhio è attratto prima dalla struttura intricata dell'Aristolochia Vulgaris, le cui radici si allargano e le cui foglie si arricciano con una vita propria. L'artista, Basilius Besler, dispone i suoi esemplari quasi come se fossero su un palcoscenico, ognuno etichettato con una scrittura latina accurata.
Luce e ombra non sono usate per il dramma, ma per rivelare: ogni vena, ogni germoglio, ogni torsione di una radice è lì per essere studiata, come se invitasse lo spettatore ad avvicinarsi e imparare il linguaggio delle piante. Questo è un mondo in cui scienza e arte camminano mano nella mano. Creata nel 1640, questa illustrazione botanica appartiene a un periodo in cui catalogare il mondo naturale era sia una ricerca accademica che una dimostrazione di ricchezza e curiosità. Opere come questa furono realizzate per principi, vescovi e collezionisti facoltosi che cercavano di possedere le meraviglie di giardini lontani su carta.
L'Hortus Eystettensis—da cui proviene questa tavola—era uno dei progetti botanici più grandiosi della sua epoca, una testimonianza della sete di conoscenza e ordine dell'epoca. La storia ha mantenuto poche tracce del viaggio individuale di questo foglio, ma la sua sopravvivenza in una collezione digitale oggi ci permette di meravigliarci di quanto attentamente il XVII secolo osservasse il mondo e quanto ci sia ancora da vedere in una sola foglia o stelo.
Altre opere di Basilius Besler

Giardino di primavera, Tavola 15
Basilius Besler

Caltha palustris
Basilius Besler

Tulipani
Basilius Besler

Tulipani II
Basilius Besler

Bocca di drago
Basilius Besler

Fiore di patata peruviana
Basilius Besler

Giardino d'estate, Tavola 5
Basilius Besler

Giacinti e Stella di Betlemme
Basilius Besler

Giardino d'estate, Tavola 7
Basilius Besler

Giardino di primavera, Tavola 6
Basilius Besler






