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Cava di Bibémus — Storia e analisi

Quando Paul Cézanne montò per la prima volta il suo cavalletto nella cava di Bibémus, appena fuori Aix-en-Provence, alla fine degli anni '90, non stava semplicemente dipingendo un paesaggio; stava tornando alla stessa pietra che aveva costruito la città della sua nascita. Questa antica cava, ormai abbandonata, aveva fornito la roccia ocra per gli edifici più grandiosi di Aix, e Cézanne vide nelle sue pareti ruvide un soggetto tanto duraturo quanto il Mont Sainte-Victoire che dipingeva così spesso. Il sito divenne un laboratorio personale per gli esperimenti radicali di Cézanne con forma e colore, e si dice che affittò una piccola capanna nelle vicinanze per lavorare in solitudine, lontano dalle distrazioni della città e della famiglia. In Cava di Bibémus, Cézanne cattura le scogliere geometriche della cava in un momento in cui la luce del sole scolpisce piani netti di ocra e oro dalla pietra antica.

La composizione del dipinto è costruita da blocchi di colore interconnessi, che richiamano la storia della cava come un luogo in cui la natura è stata tagliata e modellata da mani umane. Pini stentati si aggrappano ai bordi, le loro masse verdi appiattite in ampie pennellate a patchwork. A differenza dei paesaggi romantici di Corot o delle impressioni fugaci di Monet, lo sguardo di Cézanne è analitico: riduce il paesaggio alla sua struttura sottostante, suggerendo che ogni albero, roccia e ombra è parte di una grande architettura ordinata.

Il risultato è un paesaggio che sembra sia solido che astratto, un ponte tra osservazione e invenzione. Il viaggio fisico di Cava di Bibémus è meno documentato rispetto ad alcune delle altre opere di Cézanne, ma i dipinti di questa serie sono ora considerati fondamentali nella carriera tardiva dell'artista. Creati intorno al 1897, queste scene della cava segnano il passaggio di Cézanne verso la coraggiosa semplificazione che avrebbe ispirato i Cubisti un decennio dopo. Oggi, esempi della serie Bibémus si trovano in importanti musei di tutto il mondo, sebbene la provenienza precisa di ogni tela possa essere difficile da tracciare a causa dell'abitudine di Cézanne di lavorare in serie e della dispersione del suo patrimonio dopo la sua morte nel 1906.

Che sia visto di persona o online, Cava di Bibémus si erge come un testimone della determinazione di Cézanne di "trattare la natura attraverso il cilindro, la sfera, il cono", come scrisse una volta, e della duratura fascinazione per un paesaggio plasmato sia dalla geologia che dalla storia umana.

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