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La Resurrezione di Lazzaro 153 Collezioni di Pittura dello Stato Bavarese — Storia e analisi

La prima cosa che cattura lo spettatore in Die Erweckung des Lazarus è il brivido del movimento al suo interno: un uomo, mezzo sollevato dalla tomba, indietreggia incredulo mentre la vita torna a inondare i suoi arti. Il pittore, Abraham Janssens, ha scelto l'istante in cui il confine tra morte e vita è più sottile: ogni figura nella scena reagisce in modo diverso al miracolo. I gesti sono urgenti e quasi teatrali: il braccio teso di Lazzaro, le mani di supporto di coloro che lo circondano, lo sguardo all'indietro di un passante il cui volto è contorto dall'ammirazione.

La luce entra da destra, illuminando la calma e la presenza autoritaria di Cristo, e crea un forte contrasto con il corpo pallido ed esposto di Lazzaro, facendo sentire l'evento soprannaturale immediato e fisico. Questo dipinto, creato nel 1607, appartiene a un mondo in cui le storie bibliche non erano solo lezioni, ma drammi viventi, messi in scena per gli occhi e le anime degli spettatori. All'inizio del XVII secolo, artisti come Janssens—che lavoravano nell'orbita della fiorente scena artistica di Anversa—furono chiamati a rendere visibili e coinvolgenti i misteri della fede. I dipinti di miracoli come questo erano spesso commissionati da chiese o da mecenati facoltosi desiderosi di mostrare sia la loro pietà che il loro gusto per le ultime innovazioni artistiche.

Oggi, Die Erweckung des Lazarus risiede nelle Collezioni di Pittura dello Stato Bavarese, una testimonianza del potere duraturo di queste visioni barocche. Lo spettatore si chiede: come risponderesti, colto nel momento in cui l'impossibile diventa reale?

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