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Paesaggio con tre ragazzi nudi, uno che monta una capra — Storia e analisi

Ciò che colpisce per primo in Paesaggio con tre ragazzi nudi, uno a cavallo di una capra è il senso di caos giocoso: tre giovani figure, libere da vestiti o preoccupazioni, rotolano attraverso un paesaggio cupo sotto i rami protettivi di un grande albero. Il ragazzo a cavallo della capra si contorce tra risate o proteste, con il braccio teso all'indietro come per stabilizzarsi o allontanare il compagno che incita l'animale ad avanzare. Il terzo bambino, con una corda in mano, guida la strada con passo deciso, mentre un cane salta al suo fianco, il naso a terra.

La luce, calda e bassa, si raccoglie attorno ai loro corpi, evidenziando la rotondità degli arti e la texture del pelo e del fogliame, mentre le montagne lontane e il cielo dorato suggeriscono un mondo sia vasto che sicuro per tali giochi. Dipinta tra il 1675 e il 1677, questa scena appartiene a una tradizione che si deliziava in fantasie arcadiche: visioni della natura dove regnano innocenza e malizia. Alla fine del XVII secolo, artisti di tutta Europa, specialmente nella Repubblica Olandese, crearono opere di questo tipo per collezionisti privati che cercavano ricordi di un'età dell'oro, intatta dalle complessità della vita adulta. Abraham Jansz.

Begeyn era tra coloro che padroneggiavano questo genere, intrecciando paesaggi all'italiana e motivi mitologici per una clientela desiderosa di bellezza e fuga. Sebbene la storia abbia lasciato poche tracce del viaggio di questo particolare dipinto, la sua presenza oggi nella collezione di Art UK ci invita a soffermarci sulla sua energia giovanile e sulla dolce promessa di un mondo ancora in gioco.

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