Bugie, pagina di spartito. — Storia e analisi
Un singolo foglio, coperto dalle linee ondulate e dalle accurate notazioni di una partitura musicale, cattura l'attenzione dello spettatore con la sua schietta immediatezza. Il titolo Bugie, pagina di spartito.—iscritto in grassetto—suggerisce immediatamente che la musica e l'inganno siano intrecciati qui, invitandoci a chiederci se le note stesse siano oneste o parte di una performance che cela tanto quanto rivela. La pagina fluttua su uno sfondo chiaro, con i suoi bordi che proiettano ombre delicate, in modo che la composizione sembri sia precisa che stranamente teatrale, come se fosse colta nell'atto di essere letta o scritta.
I segni scritti a mano, con il loro spaziamento deliberato e la loro attenta collocazione, attirano l'occhio verso il ritmo della partitura, mentre il vuoto intorno ad essi intensifica il senso di isolamento e scrutinio. Questo non è solo un documento, ma un palcoscenico per domande—cosa viene annotato e per chi? Creata alla fine del XIX secolo, quest'opera si colloca all'incrocio tra musica, cultura stampata e arti visive, un periodo in cui artisti come Henri-Gabriel Ibels sperimentavano i confini tra immagine e testo. Gli anni '90 del 1800 in Francia videro un fiorire di spartiti illustrati, manifesti e stampe satiriche, spesso prodotti per i cabaret e i circoli letterari di Montmartre.
Anche se poco è registrato su questa pagina particolare, la sua sopravvivenza—documentata come fotografata nel 2021 e conservata in una collezione privata—ci ricorda come tali oggetti una volta circolassero tra artisti, musicisti e collezionisti, sfumando le linee tra le forme d'arte. Oggi, il titolo enigmatico della partitura e la sua esecuzione accurata ci invitano a guardare di nuovo, a leggere tra le righe e a immaginare la musica dell'inganno che promette.








