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Abraham van (I) Strij Ritratto di Petronella van der Koogh (1788 89 1878), moglie di Jr. DM 017 1190 Museo di Dordrecht — Storia e analisi

La prima cosa che colpisce lo spettatore qui è lo sguardo diretto e impassibile della persona ritratta; i suoi occhi incontrano i nostri con un'intelligenza calma, quasi diffidente. Il bianco nitido della sua cuffia e toga, reso con una cura che rende ogni piega e drappeggio palpabile, attira la luce verso il suo volto, che brilla con il rossore della vita contro uno sfondo smorzato e ombreggiato. L'artista, Abraham van Strij (I), ha scelto di concentrare tutto il dramma sulla sua espressione e sul sottile gioco di texture: il delicato pizzo, la morbida lucentezza dei suoi gioielli d'oro, la leggera fascia blu che sbuca sotto il suo cappello.

Questo non è un ritratto che adula o abbellisce; insiste sulla realtà della presenza di questa donna, la sua dignità e la sua individualità. Opere come questa, dipinte alla fine del XVIII secolo o all'inizio del XIX, venivano spesso commissionate per segnare un matrimonio, una nuova posizione sociale o semplicemente per registrare l'orgoglio di una famiglia. Nella società olandese, ritratti come questo divennero un modo per la classe media di affermare i propri valori: sobrietà, rispettabilità e una prosperità tranquilla, attraverso il linguaggio dell'abbigliamento e del portamento. Il Dordrechts Museum ospita ora quest'opera, un promemoria di un'epoca in cui il ritratto era sia un ricordo personale che una dichiarazione pubblica.

Poche tracce rimangono delle storie dietro molti di questi volti, ma la chiarezza e l'onestà di questo dipinto ci invitano a soffermarci, cercando la vita dietro quegli occhi fissi.

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