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Automobile — Storia e analisi

Ciò che salta subito all'occhio in Automoto di Leonetto Cappiello è la sensazione di velocità e modernità, catturata in un'unica immagine indimenticabile. Due figure, i cui volti sono ridotti a occhiali brillanti e ampie sorrisi, si lanciano verso di noi in un'automobile gialla splendente che sembra esplodere dall'oscurità. I fari brillano come due soli, i loro fasci dissolvendo i confini tra veicolo e spettatore.

La forma dell'auto è tracciata con linee ampie ed energiche che irradiano movimento, mentre lo sfondo nero profondo inghiotte tutti i dettagli tranne quelli essenziali: la macchina, i conducenti, la strada. Il manifesto di Cappiello trasforma l'automobile in una creatura della notte, emozionante e un po' misteriosa, la cui potenza e novità sono impossibili da ignorare. Creato nel 1907, questo manifesto appartiene all'età d'oro dell'arte pubblicitaria, quando le stampe litografiche trasformarono le strade delle città in gallerie all'aperto. In Francia, manifesti come questo venivano commissionati da produttori desiderosi di stupire un pubblico appena catturato dalla tecnologia e dalla velocità.

Leonetto Cappiello era un maestro del genere, noto per i suoi design audaci e il suo umorismo incisivo, e il suo lavoro per Automoto—prodotto dalla Société Anonyme de Constructions Mécaniques de la Loire, St. Étienne—cattura lo spirito di un'epoca che corre verso il futuro. Anche se si sa poco del viaggio specifico di questa stampa, la sua sopravvivenza nella Bibliothèque nationale de France ci consente di intravedere l'emozione e l'ottimismo che un tempo circondavano la nascita dell'automobile.

Più a lungo guardi, più senti il colpo di vento e la promessa della strada aperta.

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