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Baba Yaga (Vasilisa la Bella) — Storia e analisi

Una foresta selvaggia e intricata si fa strada da ogni lato, ma nel suo cuore, una figura si fa strada tra la vegetazione in un mortaio, i capelli al vento, gli occhi acuti di determinazione. La vecchia strega Baba Yaga, così familiare nel folclore russo, è catturata in volo: una mano stringe il suo pestello, l'altra si stabilizza mentre si piega in avanti, concentrata sulla sua misteriosa missione. Le linee dell'artista si curvano e si attorcigliano come i rami stessi, attirando lo spettatore in un mondo in cui ogni fungo e betulla sembra carico di significato.

I funghi con il cappello rosso segnalano pericolo, mentre il bordo intricato incornicia la scena come un ricamo popolare, ricordandoci che questa è una storia tramandata attraverso le generazioni. Opere come questa sono nate dal fiorire dell'illustrazione russa alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo, quando gli artisti si sono rivolti ai propri racconti di fate e leggende per trovare ispirazione. Ivan Bilibin, il cui nome appare in basso, divenne noto per dare vita a queste storie con uno stile che mescolava l'Art Nouveau ai motivi e ai colori dell'arte popolare russa. La data di quest'opera in particolare è incerta, ma è stata documentata in una collezione dal 2008.

Anche se si sa poco del percorso di quest'opera specifica, il suo stile e il suo soggetto sono immediatamente riconoscibili per chiunque abbia sfogliato le pagine dei libri di fiabe russi. Guarda di nuovo l'energia feroce di Baba Yaga: è sia una minaccia che una forza della natura, e ti sfida a seguirla più a fondo nel bosco.

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