Fine Art

Bakfark, liutista della Regina Bona — Storia e analisi

Un colpo di terrore teatrale anima Bakfark, liutista della regina Bona di Ignacy Gierdziejewski. Lo spettatore è catturato nel mezzo del dramma: un musicista vestito di nero indietreggia allarmato, con le braccia sollevate in una difesa frenetica mentre tre figure spettrali e calve si avvicinano. Il soffitto a volta della stanza e il pavimento in pietra radicano la scena in un interno rinascimentale, ma l'atmosfera è tutto tranne che cortese.

La luce scorre da una finestra alta, mettendo in risalto il panico del liutista e proiettando gli intrusi in ombra, le loro forme emaciate e le mani tese sono più apparizione che carne. Un ritratto sulla parete, forse della regina Bona stessa, osserva impassibile, testimone silenzioso dell'incubo che si sta svolgendo. Dipinta nel 1856, quest'opera appartiene a una fascinazione del XIX secolo per la fantasia storica e il soprannaturale, dove gli artisti estraevano dal passato storie cariche di emozione e suspense. Il vero Bakfark era un liutista celebrato alla corte di Sigismondo II Augusto, figlio della regina Bona, ma qui la storia si piega all'immaginazione del pittore.

Tali scene erano popolari tra il pubblico dell'epoca romantica, che amava racconti di geni tormentati e i pericoli dell'ambizione artistica. Oggi, il dipinto risiede nel Museo Nazionale di Varsavia, un promemoria che le ombre della storia non sono mai lontane dal palcoscenico e che anche i musicisti più illustri possono avere i loro momenti da incubo.

Altre opere di Ignacy Gierdziejewski

Più arte di Storico