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Cafiaspirina per i Raffreddori — Storia e analisi

Ciò che colpisce per primo in Cafiaspirina para los Resfriados è la miseria teatrale della sua figura centrale—un uomo avvolto in un cappotto rosso brillante, con il viso arrossato dalla malattia, mentre stringe un fazzoletto al naso mentre la pioggia gocciola dal suo ombrello malandato. La curva esagerata della sua schiena e il cappello inclinato ci dicono tutto: questo è il dramma universale del comune raffreddore, recitato con un tocco comico. La composizione di Achille Mauzan ci conduce dal titolo audace e arcuato in alto fino alla postura curvata dell'uomo, poi giù verso i bottoni sovradimensionati e la pozzanghera che si forma ai suoi piedi.

Ogni dettaglio, dalla sciarpa a quadri alle gocce di pioggia scintillanti, è un'abbreviazione visiva del disagio, eppure la palette—rossi profondi, blu inchiostro e bianchi nitidi—mantiene l'atmosfera leggera, quasi giocosa. Creato nel 1930 a Buenos Aires, questo manifesto litografico appartiene a un'età d'oro dell'arte commerciale, quando illustratori come Mauzan davano a medicinali e prodotti quotidiani un volto e una storia. Commissionato da Bayer, l'opera è una testimonianza della fede dell'epoca nei rimedi moderni e del potere della pubblicità di trasformare anche uno starnuto in uno spettacolo. Questi manifesti erano onnipresenti sui muri della città, competendo per attenzione con le loro grafiche audaci e personaggi memorabili.

La storia ha conservato poche tracce di queste immagini effimere, ma in questa, preservata nella Biblioteca Digitale Gallica, intravedi l'ottimismo e l'umorismo con cui un nuovo mondo di salute commercializzata di massa veniva venduto—uno starnuto alla volta.

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