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Scheletro di Cupido — Storia e analisi

Una moltitudine di scheletri accoglie lo spettatore in Lo scheletro di Cupido di José Guadalupe Posada, ogni figura animata da un senso dell'umorismo malizioso e dall'energia inconfondibile della mano dell'incisore. La pagina è viva di calaveras: scheletri con cappelli, cuffie e uniformi, che sfilano attraverso vignette d'amore, follia e destino. Ogni osso è disegnato con un occhiolino; anche la morte, nel mondo di Posada, non è mai lontana dalla risata.

L'occhio è inizialmente attratto dal titolo audace, poi scivola giù attraverso le colonne di versi e illustrazioni, dove amanti, sacerdoti e dandy incontrano tutti lo stesso destino scheletrico. I dettagli: le frecce di Cupido sostituite da sorrisi, gli amanti scheletrici bloccati in una danza, segnalano un mondo in cui i confini tra vita e morte si sfumano nella satira. Creata intorno al 1900-1910 in Messico, questa stampa appartiene a una tradizione di manifesti popolari che fiorirono in un'epoca di turbolenze politiche e cambiamenti sociali. Le calaveras di Posada divennero icone del Giorno dei Morti, deridendo i potenti e confortando i poveri con il promemoria che tutti, alla fine, sono uguali nella morte.

Stampate a basso costo e vendute per strada, opere come questa erano destinate a essere lette ad alta voce, ridacchiate e affisse ai muri: arte per tutti, non solo per l'élite. Oggi, questo foglio sopravvive come parte della collezione del Metropolitan Museum of Art, un raro testimone dell'umorismo e della resilienza di un mondo scomparso. Lascia che il tuo sguardo si soffermi sui dettagli: ogni scheletro qui ha una storia, e ogni storia finisce con un sorriso.

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