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Gatti (copertina dell'album) — Storia e analisi

Ciò che attira l'attenzione per primo in Des chats (copertina dell'album) di Théophile Alexandre Steinlen è l'animata assemblea di gatti, ciascuno congelato in un momento di ansiosa attesa. Una giovane ragazza in un vestito a quadri, i suoi capelli dorati che incorniciano dolcemente il suo viso, tiene una grande ciotola appena fuori portata, mentre un coro di figure feline—striate, nere, calico—si allungano, miagolano e vorticano attorno ai suoi piedi. La composizione è viva di movimento: un gatto sta in piedi, la zampa tesa verso la ciotola, mentre un altro inarca la schiena e un terzo si contorce per infilarsi tra i suoi compagni.

La linea delicata di Steinlen e lo sfondo maculato conferiscono alla scena una sensazione di dolce caos, i corpi dei gatti formano un controcanto dinamico alla posa calma e stabile della ragazza. La luce, filtrata attraverso lo sfondo pallido e le tonalità calde del vestito della ragazza, conferisce all'assemblea un calore e un'intimità domestica. Creata nel 1898 per l'editore parigino Ernest Flammarion, quest'opera appartiene a un mondo in cui arte e illustrazione si stavano rapidamente convergendo nella sfera pubblica. La fine del XIX secolo a Parigi vide un fiorire di libri illustrati, manifesti e copertine di album, molti dei quali progettati per catturare l'attenzione della borghesia urbana.

Steinlen, famoso per il suo amore per i gatti e la sua acuta osservazione della vita quotidiana, catturava spesso tali scene sia per scopi commerciali che artistici. Sebbene poco sia registrato sul percorso di questa particolare copertura, la sua presenza oggi alla Bibliothèque nationale de France è una testimonianza del fascino duraturo sia del suo soggetto che della sua epoca—un momento in cui i rituali ordinari della casa potevano essere elevati a forma d'arte. La prossima volta che guardi, conta i gatti: ognuno è una storia a sé.

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