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Ossessione!! Automobili Scat — Storia e analisi

Un diavolo dagli occhi selvaggi si aggrappa al cofano di un'automobile in corsa, i suoi capelli e la sua coda sventolano dietro di lui come se fossero catturati nel flusso della modernità stessa. Ogni linea in Ossessione!! Automobili Scat è piegata al servizio della velocità e della mania: l'auto sfreccia in avanti, le ruote sfocate, mentre la figura maliziosa con le braccia tese e lo sguardo fisso sembra esortarla ad andare ancora più veloce. I fari dell'auto brillano come occhi nella notte, e lo sfondo si dissolve nell'oscurità, facendo apparire il veicolo e il suo passeggero infernale come se stessero esplodendo dal vuoto.

L'espressione del diavolo non è di malizia, ma di esaltazione, come se fosse sia lo spirito che la vittima della follia della velocità. I colori audaci e le forme esagerate del manifesto gridano per attirare l'attenzione, catturando l'energia febbrile di un'epoca ossessionata dal nuovo e dal veloce. Creato nel 1918, mentre il mondo emergeva dall'ombra della guerra, quest'opera appartiene all'età d'oro del manifesto francese, quando artisti come Leonetto Cappiello trasformarono le strade delle città in gallerie all'aperto. Manifesti come questo non erano solo pubblicità; erano dichiarazioni di fede nel progresso, progettate per sedurre un pubblico affamato di emozioni e cambiamento.

Commissionate da aziende automobilistiche o dai loro agenti, tali immagini furono stampate in migliaia di copie e affisse in tutta Parigi, il loro linguaggio e stile accordati al battito della città. La Bibliothèque nationale de France conserva questo esempio, un sopravvissuto di un'epoca in cui l'automobile era sia una meraviglia che una minaccia, e in cui artisti come Cappiello potevano trasformare l'ossessione stessa in uno spettacolo. Il sorriso del diavolo ci sfida a guardare di nuovo e a chiedere: chi, esattamente, sta guidando chi?

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