L'Empireo (Paradiso, Canto 31) — Storia e analisi
Due piccole figure incappucciate si trovano su una banca di nuvole nella parte inferiore dell'immagine, guardando verso un vasto vortice di luce. Innumerevoli angeli alati girano attorno a loro in anelli che diventano sempre più piccoli e luminosi mentre spiraleggiano verso un punto ardente al centro. Gustave Doré lo disegnò per il Canto 31 del Paradiso di Dante, che si apre con i santi del Cielo mostrati nella forma di una immensa rosa bianca, mentre angeli con volti di fiamma viva e ali d'oro scendono nel fiore come api e risalgono a Dio. Qui Dante si trova con Beatrice, che presto lo lascerà sotto la cura di San Bernardo.
Doré completò la Divina Commedia con il Purgatorio e il Paradiso nel 1868, pubblicati insieme da Hachette a Parigi in un volume folio con sessanta tavole. Dante aveva affascinato Doré sin dall'infanzia: da scolaro nei primi anni '40 disegnò un "Viaggio all'Inferno" ispirato al poeta che avrebbe illustrato vent'anni dopo. Iniziò con l'Inferno, sostenendo lui stesso i costi nel 1861 perché nessun editore si sarebbe preso il rischio. Questa impressione proviene da un'edizione tedesca pubblicata da W.
Moeser a Berlino nel 1871. Si trova nella Biblioteca Nazionale di Polonia a Varsavia.
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