Fine Art

Vini di Porto J. H. Andresen — Storia e analisi

Una figura esplode dall'oscurità, metà umana, metà gallo, vestita di verde smeraldo e coronata da una criniera di piume infuocate. La mano tesa brandisce un bicchiere, radioso con un'esplosione di sole dorato che scrive il nome “Andresen”, come se il vino stesso fosse un faro. L'audacia della posa—una gamba incrociata, l'altra piegata, la testa inclinata all'indietro—suggerisce sia celebrazione che invito, uno spirito di carnevale condensato in una sola mascotte indimenticabile.

Ogni linea e colore in questo manifesto è progettato per catturare l'attenzione e trattenerla, dalla plumage arancione elettrico all'inclinazione quasi birichina del bicchiere. Lo sfondo nero non è vuoto, ma un palcoscenico, che spinge la figura in avanti, rendendo la promessa di Vinhos do Porto impossibile da ignorare. Creato nel 1911 da Leonetto Cappiello, quest'opera appartiene all'età d'oro del manifesto pubblicitario, quando le strade di Parigi si trasformarono in gallerie all'aperto. Cappiello, famoso per la sua capacità di distillare un marchio in un'unica immagine indimenticabile, incanala qui l'esuberanza e la teatralità che hanno definito l'arte commerciale dei primi del Novecento.

Manifesti come questo furono commissionati da aziende desiderose di distinguersi in un mercato sempre più affollato, le cui immagini erano spesso audaci quanto i prodotti che promuovevano. Conservato oggi nella Bibliothèque nationale de France, Vinhos do Porto J. H.

Andresen è un vivido reperto di un mondo in cui arte e commercio danzavano insieme sotto il bagliore delle luci elettriche—il suo uomo-gallo solleva ancora il suo bicchiere ai passanti, sfidandoli a gustare lo spettacolo.

Altre opere di Leonetto Cappiello

Più arte di Figurativo