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Canto moldavo — Storia e analisi

È la presenza imponente della cantante moldava a catturare per prima l'attenzione dello spettatore in Chant moldave di Théophile Alexandre Steinlen. Il suo sguardo è rivolto verso l'alto e verso l'esterno, come se stesse per iniziare a cantare, la sua postura irradia sia orgoglio che invito. Il gilet ricamato e le maniche ampie del suo costume, resi in rossi audaci e toni terra, segnalano una celebrazione deliberata dell'identità regionale.

Nella sua mano destra, stringe un tamburello, il cui bordo riecheggia il movimento circolare dei suoi capelli, suggerendo ritmo e movimento anche nella quiete. Lo sfondo è mantenuto semplice, un lavaggio di blu e ombra che consente alla figura e al titolo rosso accattivante di dominare, attirando lo sguardo ancora e ancora verso la sua postura pronta e composta. Creato nel 1889 per la pubblicazione parigina La Semaine artistique & musicale, questo stampa appartiene a un momento in cui artisti e pubblico francesi erano affascinati dalla musica e dal folklore dell'Europa orientale. Queste opere venivano spesso utilizzate per pubblicizzare concerti o spartiti, con grafiche audaci e costumi romanticizzati progettati per suscitare curiosità e desiderio per terre lontane.

Steinlen, noto soprattutto per i suoi manifesti e illustrazioni della vita parigina, qui rivolge la sua attenzione al fascino dell'esotico all'interno del mondo urbano familiare. Sebbene poco sia registrato sul viaggio di questa immagine particolare, la sua presenza oggi nella Bibliothèque nationale de France parla della fame dell'epoca per spettacolo e canzone - un'atmosfera che persiste ancora nell'inclinazione orgogliosa della testa della cantante.

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