Fine Art

Sigarette Quo Vadis — Storia e analisi

Un singolo sigaro, che brucia silenziosamente sul bordo lucido di un tavolo, diventa l'intera scena in Sigarette Quo Vadis di Leonetto Cappiello. L'occhio viene catturato prima dal fumo vorticoso, quasi fantasioso, che sale in spesse spirali ondulate per incoronare il bold titolo giallo sopra. Lo sfondo profondo e vellutato concentra tutta l'attenzione sulla brace splendente e sul elegante anello, facendo sembrare il sigaro stesso quasi monumentale.

Cappiello, un maestro nel distillare un'idea alla sua essenza, usa il fumo non solo come un effetto, ma come un personaggio; le sue curve grafiche ed esagerate suggeriscono sia lusso che un tocco di umorismo, invitando lo spettatore a soffermarsi e immaginare il fumatore invisibile. Creato nel 1911, questo manifesto appartiene all'età d'oro della pubblicità, quando le stampe litografiche trasformarono le strade di Parigi in gallerie all'aperto. A quel tempo, i manifesti non erano solo annunci, ma audaci dichiarazioni visive, spesso commissionate da produttori desiderosi di distinguersi in un mercato affollato. Sigarette Quo Vadis è stato stampato da Vercasson a Parigi, e il suo linguaggio e stile sono inconfondibilmente francesi, anche se il suo cliente—nominato qui sotto in una scrittura fluida—suggerisce la portata internazionale del commercio del tabacco.

La storia ha mantenuto poche tracce del viaggio individuale di quest'opera particolare, ora conservata nella Bibliothèque nationale de France, ma il suo design sicuro chiede ancora al passante: dove stai andando e ti fermerai un momento per goderti il piacere promesso qui?

Altre opere di Leonetto Cappiello

Più arte di Arte decorativa