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Cocofruitina – Burro Vegetale — Storia e analisi

Due aquile dorate, con le ali spiegate in una mostra araldica, catturano l'attenzione dello spettatore prima di qualsiasi altra cosa. I loro artigli afferrano uno scudo blu profondo, non adornato con un emblema reale, ma con una lattina di Cocofruitine—un prodotto elevato allo status di tesoro nazionale. Le stelle sparse sullo scudo e lo sfondo blu notte conferiscono alla scena un senso di cerimonia, come se questa umile lattina stesse venendo insignita dal simbolo animale dell'impero.

Gli sguardi feroci delle aquile e l'illuminazione drammatica fanno sembrare il prodotto sia protetto che esaltato, mentre il bold lettering verde e giallo sottostante insiste sul suo valore: “Vaut le beurre, coûte moins”—“Buono come il burro, costa meno.” Ogni elemento, dalle piume meticolosamente dettagliate alla lattina lucente, è orchestrato per far credere allo spettatore nella promessa di modernità in una lattina. Quest'opera proviene dal mondo di Parigi all'inizio del ventesimo secolo, dove i manifesti non erano solo pubblicità, ma dichiarazioni sui muri della città. Nel 1912, quando Leonetto Cappiello creò questa immagine, le strade di Parigi erano vive di colori e competizione, mentre le aziende si contendevano l'attenzione di un pubblico in rapida modernizzazione. Il genere—arte del manifesto commerciale—era nel suo periodo d'oro, con artisti come Cappiello che trasformavano prodotti ordinari in oggetti di desiderio attraverso ingegno e spettacolo.

Commissionati da aziende alimentari e stampati da ditte come Vercasson, questi manifesti erano progettati per essere immediatamente leggibili e indimenticabili. Poco si sa sui viaggi specifici di questo particolare pezzo, ora conservato nella Bibliothèque nationale de France, ma la sua audace iconografia ci invita ancora a immaginare l'epoca in cui una lattina di burro vegetale poteva essere potente quanto lo stemma di un'aquila.

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