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Come l'amore arriva ai gatti — Storia e analisi

Ciò che colpisce per primo in Come l'amore arriva ai gatti è il modo in cui Théophile Alexandre Steinlen trasforma un tetto cittadino in un palcoscenico per la romantica felina, raccontata in una sequenza vivace come qualsiasi strada parigina. La storia si sviluppa in pannelli, ognuno dei quali è una vignetta di inseguimenti felini, marachelle e conseguenze eventuali. La linea di Steinlen è rapida ed economica, ma ogni gesto è carico di intenzione: la posizione astuta, il salto, la caduta, il confronto arrabbiato.

L'unico colore è il nero inchiostro di un gatto, che lo distingue immediatamente sia come rivale che come premio. L'ultima fila consegna la battuta finale, mentre una sfilata di gattini—ognuno una miscela unica dei propri genitori—marcia lungo il bordo inferiore, una coda visiva al caos sopra. Creata nel 1884, quest'opera appartiene al mondo della Parigi di fine Ottocento, quando le pubblicazioni illustrate come Le Chat noir—nominata qui nella fonte—erano al centro della cultura bohémien. Composizioni umoristiche come questa non erano solo decorazioni; erano commenti astuti sulla vita quotidiana, destinate a divertire, provocare e talvolta scandalizzare la folla dei caffè.

Steinlen, famoso per il suo affetto per i gatti e il suo occhio acuto per il carattere, era un collaboratore abituale di tali pubblicazioni, utilizzando animali come sostituti della follia e del desiderio umano. La storia ha mantenuto poche tracce di questa specifica stampa oltre alla sua inclusione nella Bibliothèque nationale de France, ma il suo ingegno e il suo movimento sono inconfondibilmente della sua epoca. Guarda di nuovo, e potresti trovare un po' di Parigi stessa nei tetti, nella corsa e nello sguardo consapevole di ogni gatto.

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