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La bella fanciulla e la città lontana (La piuma di Finist il Falco) — Storia e analisi

Ciò che colpisce per primo è il senso di desiderio che emana dalla figura solitaria al margine della foresta, il suo sguardo fisso sulla lontana città illuminata dal sole che si erge sopra il fiume. La fanciulla si trova tra betulle e funghi con cappello rosso, il suo vestito semplice e il suo bastone la collocano saldamente nel mondo delle fiabe popolari russe. La composizione guida l'attenzione dello spettatore dal primo piano ombreggiato e terroso—denso di felci e del silenzio del bosco—attraverso l'acqua verso le brillanti mura della città e le cupole a cipolla, i cui colori pallidi brillano sotto una luna crescente e un bordo di stelle.

Ogni dettaglio, dalle navi con prua a forma di drago al bordo ricamato che incornicia la scena, è lì per unire l'ordinario e l'incantato, invitandoci a immaginare il viaggio tra i due. Creata nel 1912 come illustrazione per La piuma di Finist il falco, quest'opera di Ivan Bilibin proviene da un momento in cui gli artisti russi riscoprivano il proprio folklore e le tradizioni decorative. Tali illustrazioni furono commissionate per libri di storie e raccolte di fiabe, destinate a incantare sia i bambini che gli adulti con visioni di un passato mitico. Lo stile di Bilibin, con i suoi contorni audaci e colori simili a gioielli, divenne sinonimo dell'illustrazione russa dei primi del Novecento, fondendo ornamenti medievali con la chiarezza nitida dell'Art Nouveau.

Poche tracce rimangono delle storie individuali della maggior parte di queste immagini, ma il loro impatto è innegabile: ci invitano ad avvicinarci, a seguire lo sguardo della fanciulla e a immaginare cosa ci sia oltre il margine della foresta.

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