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La Boulonnaise – Aringhe e Sgombri — Storia e analisi

Ciò che colpisce per primo è la sicurezza teatrale della pescivendola, le cui braccia traboccano di un cesto di aringhe e sgombri, la cui figura è infiammata dal rosso audace della sua gonna contro il profondo blu notturno del mare. L'artista, Leonetto Cappiello, le conferisce una presenza scenica: con la testa inclinata, le labbra truccate e le guance arrossate, è sia un invito che uno spettacolo. Il bianco esagerato della sua acconciatura incornicia il suo viso come un'aureola, attirando lo sguardo dello spettatore verso l'alto prima di scivolare giù verso il pescato argentato che presenta.

Sotto, una piramide ordinata di lattine segnala modernità e abbondanza, la promessa che questa ricchezza può essere conservata e goduta lontano dalla costa. Questo manifesto, creato nel 1912 e stampato a Parigi, appartiene a un mondo in cui il manifesto era re—dove muri e chioschi diventavano gallerie all'aperto e il linguaggio del commercio era colore, gesto e arguzia. Cappiello era un maestro di questo genere, trasformando prodotti quotidiani in icone attraverso un design audace e un tocco di umorismo. Commissionato per l'azienda L.

Bouclet, con sede a Boulogne, questo annuncio è tanto una celebrazione dell'identità locale quanto una strategia di vendita, con la fiera pescivendola che rappresenta i vivaci mercati di Boulogne-sur-Mer. La storia ha conservato solo scorci di queste immagini commerciali, ma la loro energia rimane, invitandoci a immaginare l'aria salata e il commercio vivace che un tempo definivano una città portuale francese.

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