Madonna del Roseto — Storia e analisi
Dipinta a tempera su tavola intorno al 1420–1435, quest'opera attribuita a Stefano da Verona mostra la Vergine Maria e il Bambino seduti in un roseto stilizzato. La composizione è caratterizzata dal fondo oro, dai fitti motivi floreali e dalla presenza di angeli e di santa Caterina d'Alessandria incoronata. Le figure sono rese con contorni delicati e lineari e una modellazione sottile, tipica della pittura italiana del primo XV secolo. La Madonna, vestita con un manto blu profondo foderato d'oro, siede con il Bambino Cristo in grembo, entrambi adornati da aureole radianti.
Intorno a loro ci sono angeli in vivaci vesti di blu, rosa e oro, alcuni che suonano strumenti musicali, mentre gli uccelli si posano tra le rose e i tralicci. Nella parte inferiore santa Caterina, incoronata e vestita di rosso e oro, tiene una ghirlanda accanto alla ruota del suo martirio, tra un fitto tappeto di fiori. La palette generale è dominata da oro, rosso, blu e verde, con dettagli raffinati nel fogliame e nei tessuti. Quest'opera appartiene alla tradizione dell'immagine mariana popolare nel nord Italia durante il primo Rinascimento, dove il giardino di rose simboleggiava purezza e paradiso.
Il dipinto è attribuito a Stefano da Verona, un artista attivo nelle regioni del Veneto e della Lombardia, noto per il suo raffinato stile gotico internazionale. La tavola è attribuita a Stefano da Verona o a Michelino da Besozzo ed è oggi conservata al Museo di Castelvecchio di Verona.






