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Non è sorprendente che il serpente marino frequenti la nostra costa — Storia e analisi

Quando Non è sorprendente che il serpente marino frequenti la nostra costa è apparso sulla stampa, è diventato subito un argomento di conversazione nei salotti e nelle pagine editoriali americane. L'artista, Charles Dana Gibson, era già celebrato per il suo spirito satirico e per la creazione della 'Gibson Girl', ma qui ha rivolto la sua penna all'immaginazione febbrile del pubblico riguardo ai mostri marini, un tema che ha affascinato la stampa della fine del XIX secolo. Il titolo stesso è un astuto riferimento alla tendenza dell'epoca per i titoli sensazionalistici su creature misteriose avvistate al largo della costa atlantica.

Il disegno di Gibson non solo deride il mito della serpente marina, ma anche il mondo sociale che consumava con tanta avidità tali racconti. Nella scena, un gruppo di donne elegantemente vestite si rilassa su una costa rocciosa, con l'attenzione fissa su qualcosa appena fuori vista, presumibilmente la leggendaria serpente. Tuttavia, il vero soggetto non è il mostro, ma lo spettacolo della società stessa: i cappelli elaborati delle donne e le loro cinture strettamente corpetto formano una linea serpentina, riecheggiando la stessa creatura che fingono di cacciare. Le linee di inchiostro affilate di Gibson e la disposizione attenta delle figure trasformano l'incontro sulla spiaggia in una parodia sia della moda che dell'isteria.

A differenza dei mostri scuri e temibili delle illustrazioni di Gustave Doré, la minaccia di Gibson è sociale, non soprannaturale; la battuta è sugli spettatori e sulla loro credulità. Il medium originale e la data di Non è sorprendente che il serpente marino frequenti la nostra costa rimangono incerti, anche se sono coerenti con la prolifica produzione di Gibson per riviste come Life e Harper’s Weekly negli anni '90 dell'Ottocento e all'inizio del 1900. Come molte delle sue opere, questo disegno è stato probabilmente ampiamente riprodotto in periodici, raggiungendo un vasto pubblico e consolidando la reputazione di Gibson come acuto osservatore delle maniere americane. Oggi, il pezzo sopravvive in varie collezioni e archivi, una testimonianza dell'appeal duraturo dell'umorismo di Gibson e della sua capacità di catturare le ansie e i divertimenti della sua epoca.

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