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‘Oh, è orribile! Non riesco a guardarlo.’ — Storia e analisi

Nessun altro illustratore dell'Era Dorata ha catturato così perfettamente l'arguzia e la satira sociale dell'alta società americana come Charles Dana Gibson. Con la sua penna, Gibson ha creato l'iconica "Gibson Girl", ma in opere come ‘oh, è orribile! Non riesco a guardarlo.’, ha rivolto la sua attenzione ai rituali e alle ansie del corteggiamento. Il titolo stesso è una frase del disegno, pronunciata da una giovane donna di fronte a un pretendente indesiderato—una frase che è rapidamente entrata nel linguaggio popolare come abbreviazione di disappunto comico.

La data esatta e il medium di quest'opera rimangono incerti, ma il suo impatto è stato immediato, con riproduzioni che circolavano ampiamente in riviste della fine del XIX e dell'inizio del XX secolo. In questa scena, Gibson congela il momento di un passo falso sociale: una giovane donna alla moda si ritrae, nascondendo in parte il viso dietro il suo ventaglio, mentre le sue amiche osservano con una miscela di divertimento e orrore. Il malcapitato pretendente, posato in modo goffo, rimane abbandonato, le sue speranze infrante dalla franchezza della sua reazione. Ogni dettaglio—il suo abito elaborato, l'arco del suo sopracciglio, la disposizione attenta del gruppo—serve a intensificare la comicità e la crudeltà del momento.

Le linee nette di Gibson e la sua composizione ingegnosa richiamano l'energia satirica di Honoré Daumier, sebbene gli obiettivi di Daumier fossero spesso politici, quelli di Gibson siano sociali e psicologici, dissezionando i rituali della flirtazione con un tocco leggero ma incisivo. La posizione del disegno originale non è ben definita; come molte delle opere di Gibson, è probabile che sia stata creata per la pubblicazione su riviste e potrebbe essere stata dispersa o persa. Ciò che sopravvive è il suo lascito: innumerevoli versioni stampate in riviste come Life e Harper’s Weekly, dove le illustrazioni di Gibson hanno plasmato il linguaggio visivo di un'epoca. Quest'opera si erge come un testimone dell'influenza di Gibson sia nell'arte che nella cultura popolare, segnando un punto culminante della sua carriera come cronista di una società sia incantata che intrappolata dalle proprie maniere.

Oggi, ‘oh, è orribile! Non riesco a guardarlo.’ si incontra più spesso in antologie del lavoro di Gibson, un promemoria del potere duraturo di un singolo momento ben osservato.

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