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Il Banchetto in Casa di Simone il Fariseo — Storia e analisi

Quando Paolo Veronese svelò Il Banchetto nella Casa di Simon Pietro il Fariseo nel 1572, aveva appena superato il controllo dell'Inquisizione per un'altra delle sue grandiose scene di banchetto. Le autorità veneziane lo avevano convocato l'anno precedente per rispondere dell'inclusione di quelli che consideravano dettagli irriverenti nei suoi dipinti biblici. Invece di modificare la sua opera, Veronese cambiò semplicemente il titolo, una testimonianza della sua arguzia e dell'atmosfera tesa in cui questi vasti banchetti furono dipinti.

Il dipinto in questione, creato per il refettorio del convento dei Serviti a Venezia, si erge come una risposta diretta a questo clima: la sua scala e il suo spettacolo sono una audace affermazione della libertà artistica all'interno del sacro. La storia si svolge nel momento in cui Cristo, reclinato al tavolo di Simon Pietro, viene avvicinato da una donna conosciuta nei Vangeli come peccatrice. Si inginocchia ai suoi piedi, bagnandoli con le sue lacrime e asciugandoli con i suoi capelli, un atto di umiltà e devozione che scandalizza i farisei. Veronese colloca questo dramma in mezzo a un sontuoso banchetto veneziano, con colonne di marmo, sete e una folla di ospiti, i cui gesti e sguardi attirano l'attenzione dello spettatore verso l'atto centrale di perdono.

Il cane sul bordo inferiore, le posate e i musicisti non sono semplici decorazioni: radicano la storia sacra nel mondo dei mecenati di Veronese, proprio come Leonardo da Vinci fece con il suo Ultima Cena, sebbene il trattamento di Veronese sia più teatrale e i suoi colori più giubilanti. Commissionato dai Serviti, Il Banchetto nella Casa di Simon Pietro il Fariseo rimase a Venezia fino alla soppressione napoleonica delle case religiose all'inizio del XIX secolo, dopo di che fu trasferito alla Pinacoteca di Brera a Milano, dove è esposto oggi. Il dipinto è un esempio primario del Cinquecento veneziano, che mette in mostra la caratteristica fusione di Veronese tra narrazione biblica e pompa contemporanea. Il suo viaggio dalla sala da pranzo monastica al museo pubblico riflette il destino di molte opere religiose di grande scala a seguito di turbolenze politiche.

Per Veronese, questo dipinto segna un periodo di controversia e trionfo, consolidando la sua reputazione come pittore in grado di trasformare anche l'episodio evangelico più familiare in uno spettacolo abbagliante.

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