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Il banchetto di Venere — Storia e analisi

Una statua di marmo di Venere si erge al centro, circondata da donne che la lavano e la adornano, mentre una vivace folla di cupidi, ninfe, satiri e menadi si diverte e danza in un lussureggiante paesaggio boschivo. Sopra, i cupidi appendono ghirlande e cesti di frutta dagli alberi, mentre altri giocano e si azzuffano sotto, richiamando l'immaginario descritto da Filostrato e rappresentato da Tiziano. Il Banchetto di Venere si basa sia sul racconto di Filostrato su un giardino brulicante di cupidi, sia sulla descrizione di Ovidio dei Veneralia, un festival romano che onora Venere Verticordia, dove donne di tutte le classi, comprese matrone e prostitute, partecipano a riti di lavaggio, vestizione e offerta alla dea.

Rubens combina queste fonti letterarie con la propria invenzione, creando un'allegoria esuberante della felicità coniugale in cui sensualità e virtù matrimoniale si intrecciano. Ammirava L'Adorazione di Venere di Tiziano e ne fece persino una copia, e qui adatta la composizione di Tiziano introducendo le distinzioni di Ovidio tra i partecipanti al festival.

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