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À l'eau (Gil Blas Illustré) — Storia e analisi

Un uomo in abito da sera, con le braccia alzate, barcolla sul bordo di un parapetto di pietra; la sua silhouette si staglia contro l'acqua scintillante e la notte punteggiata di stelle. Il dramma è immediato: mani si aggrappano disperatamente ai risvolti del suo cappotto, tirandolo indietro dal baratro. Il ponte si arcuato dietro di lui, le luci della città e il lontano campanile della cattedrale ancorano la scena in un Paris sia reale che immaginato.

La palette è fredda e malinconica, blu e neri si accumulano nel fiume sottostante, mentre i riflessi gialli ondeggiano con un'energia inquieta. La linea di Steinlen è netta e teatrale, la sua composizione è un palcoscenico sia per la farsa che per la tragedia; il gesto esagerato dell'uomo oscilla tra resa e performance. Stampata nel 1896, quest'opera appartiene al mondo delle canzoni illustrate e dei giornali satirici che fiorirono nel Paris di fine secolo. Théophile Alexandre Steinlen era un maestro di questo genere, le sue litografie e disegni apparivano in pubblicazioni che criticavano la politica e il pathos della vita moderna.

Queste immagini erano destinate a essere viste da molti, affisse alle pareti dei caffè o sfogliate in cabaret fumosi, il loro umorismo era intinto di critica sociale. Il testo accanto all'immagine—una chanson di Georges Docquois—sarebbe stato cantato su una melodia popolare, i suoi versi risuonando con i temi di disperazione e commedia nera visibili nell'arte. Ora parte della collezione del Cleveland Museum of Art, À l'eau (Gil Blas Illustré) sopravvive come una finestra su un'epoca in cui risate e malinconia camminavano braccio a braccio lungo la Senna.

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