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Gatti neri e streghe sulla città — Storia e analisi

Un improvviso passaggio di streghe nude attraverso il cielo notturno manda in frenesia un gruppo di gatti neri, i loro ululati che si alzano sopra i tetti di una città inquieta. L'occhio è catturato prima dalla figura principale, i suoi capelli che fluttuano e il braccio alzato in una selvaggia esultanza mentre vola sulla sua scopa sopra l'espansione urbana. Sotto, i gatti si arcuano e saltano, i loro corpi resi in densi tratti inchiostrati che ancorano la composizione e rispecchiano l'energia inquietante delle streghe.

La palette limitata di Steinlen—principalmente neri, toni di pelle e una striscia di rosso—evidenzia la tensione tra il paesaggio urbano banale e lo spettacolo soprannaturale sopra. La città stessa svanisce in una foschia, il suo ordine e la sua geometria interrotti da questa eruzione di mito e malizia. Opere come questa, con la loro fusione di fantasia e vita urbana, appartengono a una Parigi di fine secolo in cui artisti e illustratori si deliziavano nel bizzarro e nel satirico. Théophile Alexandre Steinlen era famoso per i suoi manifesti e incisioni, in particolare quelli con gatti, che divennero sia la sua firma personale che un simbolo del bohemien Montmartre.

Litografie e riproduzioni fotomeccaniche come questa venivano spesso pubblicate in riviste illustrate o vendute come arte accessibile per la crescente classe media, desiderosa di un po' di umorismo e di un accenno di proibito. La Wellcome Collection, che ora ospita questa immagine, preserva tali opere non solo come arte, ma anche come finestre sulle ansie e i divertimenti della loro epoca. Guarda di nuovo i volti delle streghe—sono trionfanti, beffarde o semplicemente libere?

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