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Ciao, signor Gauguin — Storia e analisi

Quando Paul Gauguin dipinse Ciao, signor Gauguin nel 1889, stava rispondendo direttamente a un famoso saluto della storia dell'arte: Bonjour Monsieur Courbet di Gustave Courbet, creato oltre tre decenni prima. Il titolo di Gauguin è un chiaro riferimento all'autoritratto di Courbet, ma qui il pittore inverte i ruoli: non è lui a essere salutato, ma colui che arriva, camminando verso lo spettatore con uno zaino sulle spalle. Questo riferimento autoconsapevole non sfuggì ai suoi contemporanei; segnalava l'ambizione di Gauguin di sfidare le convenzioni della pittura francese e di rivendicare il suo posto come outsider, proprio come aveva fatto Courbet per il Realismo. La scena si svolge su un sentiero rurale in Bretagna, dove Gauguin si era ritirato da Parigi in cerca di ispirazione "primitiva".

Si dipinge mentre avanza, con la tavolozza in mano, incontrando un contadino bretone che si toglie il cappello in segno di saluto. La moglie del contadino si trova dietro, con lo sguardo distolto, mentre un cane nero si attarda al bordo del sentiero. La fermezza della postura di Gauguin, il contorno audace della sua figura e i colori piatti e vibranti segnano la sua rottura con l'Impressionismo e il suo abbraccio del Sintetismo, uno stile che ha contribuito a pionierare.

A differenza del dipinto di Courbet, dove l'artista è accolto con rispetto, l'incontro di Gauguin è ambiguo: è benvenuto o semplicemente tollerato? Dopo il suo completamento, Ciao, signor Gauguin rimase con l'artista per diversi anni, invenduto e in gran parte invisibile, come fu il destino di gran parte della sua opera durante la sua vita. Solo dopo la morte di Gauguin nel 1903 il dipinto cominciò a guadagnare riconoscimento, passando attraverso diverse collezioni private prima di entrare nel Musée d'Orsay a Parigi, dove è esposto oggi. L'opera segna un momento cruciale nella carriera di Gauguin, poco prima della sua partenza per Tahiti, catturando sia il suo spirito inquieto sia il suo desiderio di reinventarsi—e la pittura stessa—secondo i propri termini.

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