Don Francisco Bayeu y Subias (1734-1795) — Storia e analisi
Quando Francisco de Goya dipinse Don Francisco Bayeu y Subias (1734-1795), non stava solo commemorando un collega artista, ma anche il suo stesso cognato e primo mentore. Il ritratto rappresenta un gesto di gratitudine e rivalità, poiché Bayeu aiutò Goya a ottenere i suoi primi incarichi presso la Reale Fabbrica di Arazzi e lo introdusse nel mondo dell’arte di Madrid. L’esistenza stessa di quest’opera è una testimonianza della complessa e, a volte, tesa relazione tra due dei più importanti pittori della Spagna alla fine del XVIII secolo.
È notevole che Goya, che in seguito rivoluzionerebbe il ritratto con la sua intuizione psicologica, renda qui omaggio a un uomo il cui stile accademico alla fine abbandonerebbe. Nel ritratto, Bayeu è catturato nel pieno della sua carriera, con lo sguardo fermo, le labbra serrate in concentrazione, e un portfolio di disegni poggiato sulle ginocchia. Il cappotto scuro del soggetto e la parrucca incipriata segnano il suo status di artista di corte, mentre la dolce illuminazione sul suo volto e sulle sue mani attira l’attenzione dello spettatore sugli strumenti del suo mestiere. La pennellata di Goya è più contenuta rispetto alle sue opere successive, più sperimentali, ma c’è già una sottile vivacità nella resa della carne e del tessuto.
A differenza di Anton Raphael Mengs, i cui ritratti di accademici spagnoli sono formali e distanti, Goya qui accenna alla vita interiore del soggetto: la leggera inclinazione della testa di Bayeu suggerisce sia fiducia che introspezione, un uomo consapevole dei propri successi ma anche dei pesi delle aspettative. La commissione precisa e la storia iniziale di Don Francisco Bayeu y Subias rimangono incerte, anche se è probabile che sia stata dipinta intorno al 1795, l’anno della morte di Bayeu, o poco dopo, come tributo. Il percorso del dipinto attraverso le collezioni non è completamente documentato, ma è da tempo riconosciuto come un importante documento del circolo artistico e delle relazioni personali di Goya. Oggi, si erge come un esempio precoce del ritratto di Goya, che collega i suoi inizi accademici e le sue esplorazioni successive più radicali del carattere e della psicologia.
La sua presenza nella galleria non solo onora l’eredità di Bayeu, ma invita anche gli spettatori a riflettere sui destini intrecciati di due artisti straordinari.
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