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Gli iris, di Claude Monet — Storia e analisi

Negli ultimi anni della sua vita, Claude Monet si rivolse ripetutamente ai suoi giardini a Giverny, creando una serie di opere tarde che hanno spinto i confini di ciò che la pittura poteva essere. Tra queste, Gli Iris, di Claude Monet si distingue come uno degli ultimi iris che abbia mai dipinto, completato nel 1924 quando Monet era quasi cieco a causa di cataratte. Il dipinto appartiene allo stesso periodo dei suoi celebri pannelli di ninfee, ma gli iris erano un motivo personale, coltivati nei giardini dell'artista e dipinti da osservazione diretta.

La lotta di Monet con la vista che veniva meno non è solo un dettaglio biografico; è scritta nella stessa pennellata di questa tela. Qui, gli iris si stagliano sulla superficie in ampi tratti quasi astratti di blu e viola, le loro forme si dissolvono nel verde circostante. Monet sceglie di non isolare un singolo fiore, ma di immergere lo spettatore in un denso groviglio di petali e foglie, come se ci si inginocchiasse tra i fiori stessi. La luce sembra lampeggiare e cambiare, con macchie di giallo e verde che suggeriscono la luce del sole che filtra attraverso il giardino.

A differenza dei famosi Iris di Vincent van Gogh, che delineano nettamente ogni fiore, la visione tardiva di Monet riguarda più la sensazione che la descrizione—un mondo intravisto attraverso la memoria e il tatto tanto quanto la vista. Gli Iris, di Claude Monet è stato dipinto a Giverny e probabilmente è rimasto nello studio dell'artista fino alla sua morte nel 1926. Molte delle opere tarde di Monet furono conservate da suo figlio Michel e solo gradualmente entrarono in collezioni pubbliche e private dopo la Seconda Guerra Mondiale. La provenienza esatta del dipinto non è completamente documentata, ma ora è riconosciuta come un esempio chiave dello stile tardivo di Monet, quando lavorava in quasi totale isolamento e spingeva l'impressionismo verso l'astrazione.

Oggi, si erge come un testamento della incessante ricerca di Monet per il colore e la luce, anche mentre la sua visione svaniva—un documento duraturo del dialogo dell'artista con il suo amato giardino.

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