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Fabbricazione di proiettili nella Sierra de Tardienta — Storia e analisi

Nell'estate del 1809, mentre le armate di Napoleone attraversavano la Spagna, un gruppo di partigiani aragonesi istituì una fabbrica clandestina di proiettili nella aspra Sierra de Tardienta. Questo atto di resistenza, quasi mitico nella sua audacia, fu catturato da Francisco de Goya nella sua opera del 1810 Fabbricazione di proiettili nella Sierra de Tardienta. Goya, allora pittore ufficiale della corte spagnola e testimone della devastazione della Guerra Peninsulare, fu tra i primi a documentare scene di sfida civile.

Il dipinto fa parte della sua celebre serie sulla guerra, che egli descrisse come “i disastri”, offrendo uno sguardo raro e non edulcorato sulla meccanica della ribellione. Nel cuore dell'immagine, un gruppo di uomini e donne lavora alla luce delle torce, fonderendo piombo e modellando proiettili, i loro volti tesi per l'urgenza. La forgia improvvisata e angusta è resa con una chiarezza cupa: crogioli, pinze e pezzi di metallo ricoprono il pavimento, mentre il tremolio del fuoco proietta ombre dure sulle pareti della caverna. Lo sguardo di Goya si sofferma sul costo fisico: volti anneriti dalla fuliggine, mani ruvide, un bambino che osserva dall'ombra, invitando lo spettatore a sentire il peso della necessità e della paura.

A differenza delle rappresentazioni eroiche e ordinate della guerra da parte di artisti come Jacques-Louis David, la scena di Goya è intima e tesa, concentrandosi sul lavoro anonimo che sostiene la resistenza. L'oscurità si fa avanti, ma il bagliore della forgia diventa un fragile faro di speranza. Il mezzo esatto di Fabbricazione di proiettili nella Sierra de Tardienta rimane incerto, sebbene appartenga al gruppo di immagini di guerra che Goya produsse tra il 1810 e il 1815, molte delle quali erano opere preparatorie per le sue stampe successive. Questi pezzi non furono commissionati dalla corona, ma creati dalla propria compulsione di Goya di testimoniare.

Alcuni entrarono in collezioni private prima di essere acquisiti da musei pubblici; la provenienza iniziale di quest'opera non è completamente documentata, ma ora fa parte delle collezioni del Prado. Nel contesto della carriera di Goya, segna un punto di svolta dal ritratto di corte al reportage crudo, ponendo le basi per le sue visioni successive e più oscure dell'umanità.

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