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Gufi — Storia e analisi

Ciò che attira l'attenzione per primo in Gufo di Louis Wain è il raduno di uccelli dagli occhi grandi, i cui volti rotondi brillano con una sorta di solenne comicità. Raggruppati su rami intrecciati sotto un baldacchino di edera, ogni gufo fissa l'orizzonte con un'intensità che oscilla tra saggezza e confusione, le loro posture riecheggiando il silenzio di un consiglio a mezzanotte. Le linee inchiostrate dell'artista e i brillanti riflessi creano un mondo in cui ogni piuma è viva di texture, e l'oscurità dietro di loro ronzante di segreti invisibili.

La poesia sotto l'immagine, scritta a mano da Wain, trasforma la scena in un parlamento di gufi, “come profeti del Fato”, il loro sbattere e strizzare gli occhi un dibattito silenzioso prima che inizino gli affari della notte. La composizione attira lo spettatore nel cerchio, invitandoci a immaginarci come parte di questa curiosa assemblea notturna. Questa illustrazione appartiene al mondo frenetico della cultura della stampa vittoriana tardiva, quando periodici illustrati come l'Illustrated London News portavano arte e poesia nelle case di una crescente classe media. Pubblicata nell'estate del 1895, quest'opera riflette sia la fascinazione dell'epoca per il mondo naturale sia il suo appetito per il capriccio, qualità che hanno reso Louis Wain un nome noto.

Gli animali di Wain, in particolare i suoi gatti, sono diventati icone dell'arte popolare britannica, ma qui i suoi gufi sono altrettanto espressivi, il loro raduno una dolce parodia dei consigli e dei comitati umani. Poco si sa sul destino di questa pagina particolare dopo la sua pubblicazione, ma la sua sopravvivenza nella stampa illustrata parla di un'epoca in cui arte, versi e umorismo si mescolavano liberamente sulla pagina stampata. La prossima volta che guardi, vedi se uno dei gufi sembra strizzarti l'occhio solo a te.

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