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Petronio – Vini di Porto — Storia e analisi

Una bottiglia fluttua impossibilmente sopra il palcoscenico, bilanciata sulla piuma di una gigantesca piuma verde, mentre una donna in un vestito dorato ruota sotto di essa—il suo volto illuminato dalla gioia dello spettacolo. L'occhio è attratto prima dalla bottiglia, resa con un realismo nitido, poi scende lungo la curva della piuma fino al suo braccio teso e al vortice del suo vestito. Lo sfondo nero profondo isola la scena, facendo saltare i colori—capelli infuocati, tessuto giallo limone, piuma smeraldo—verso il primo piano, mentre il testo audace e in blocchi in portoghese ancorano la fantasia nel mondo del commercio.

Non è una celebrazione tranquilla, ma un'esplosione di teatralità: la posa della donna è sia da ballerina che da mago, il suo sorriso promette che il porto Petronio è leggero come la piuma che brandisce. Creato nel 1911 da Leonetto Cappiello, questo manifesto appartiene all'età d'oro della litografia pubblicitaria, quando gli artisti trasformarono prodotti quotidiani in icone della vita moderna. Tali manifesti furono commissionati da commercianti e produttori desiderosi di catturare l'immaginazione di un pubblico appena sintonizzato con lo spettacolo e la velocità—qui, per il commercio del vino di Porto, come confermano il testo e l'etichetta della bottiglia. Cappiello, un italiano che lavorava a Parigi, era famoso per le sue grafiche audaci e spiritose, e il suo lavoro per Petronio riecheggia l'ottimismo e il flair teatrale della Belle Époque.

La storia ha mantenuto poche tracce dei viaggi specifici di questa stampa, ora conservata presso la Bibliothèque nationale de France, ma la sua esuberanza salta ancora dalla pagina, invitando gli spettatori a gustare non solo il vino, ma lo spirito di un'epoca abbagliante.

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