Vergine e Bambino assistiti da angeli — Storia e analisi
Nessuno sa esattamente per chi sia stata dipinta Vergine e Bambino Assistiti da Angeli, né la cappella o il palazzo che adornò per la prima volta, ma la sua attribuzione a Filippino Lippi è indiscutibile—una rara certezza per un'opera della fine del XV secolo a Firenze. La dolce Madonna e gli angeli vivaci del dipinto richiamano lo stile del padre di Lippi, Fra Filippo Lippi, eppure la mano del giovane pittore è inconfondibile nei tratti delicati e nell'energia inquieta delle figure. Gli studiosi sono attratti dalle sottili differenze tra questa composizione e le molte altre Madonne fiorentine dell'epoca, discutendo se i gesti giocosi degli angeli riflettano i desideri di un patrono specifico o semplicemente lo spirito inventivo di Filippino. Il momento scelto da Filippino Lippi è di intima tranquillità: la Vergine, seduta con il Bambino Cristo in grembo, è circondata da angeli che la assistono con una miscela di riverenza e gioia infantile.
Un angelo offre un mazzo di gigli bianchi, simbolo della purezza di Maria, mentre un altro guarda adorante il bambino Gesù, che tende una piccola mano in benedizione. Gli occhi abbassati della Madonna e il suo dolce sorriso suggeriscono sia umiltà che affetto materno. Lo sfondo luminoso, forse un paesaggio toscano, apre la scena al mondo dello spettatore, un espediente già visto nella Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, sebbene qui l'atmosfera sia meno misteriosa e più teneramente domestica.
L'interazione di mani e sguardi crea una rete di connessione, attirando lo spettatore in questo sacro cerchio familiare. Come per molti dipinti devozionali della sua epoca, la storia iniziale di Vergine e Bambino Assistiti da Angeli è incerta; le registrazioni del suo incarico non sono sopravvissute, e potrebbe essere stata destinata alla devozione privata piuttosto che alla mostra pubblica. Nel corso dei secoli, l'attribuzione del dipinto a Filippino Lippi è rimasta in gran parte incontestata, grazie alla distintiva miscela di grazia e animazione che caratterizza il suo lavoro. Oggi, il dipinto si erge come un testimone del fiorire del Rinascimento Fiorentino, quando artisti come Lippi hanno reimmaginato temi sacri con nuova calore e umanità.
Il suo viaggio nel tempo—passando silenziosamente di mano in mano, da cappella a collezione—rispecchia l'appeal duraturo del suo soggetto: il legame eterno tra madre e figlio, sorvegliato da angeli.
Altre opere di Filippino Lippi

Ritratto di un giovane
Filippino Lippi

Cristo sulla Croce
Filippino Lippi

Esther scelta da Assuero
Filippino Lippi

Pietà (Il Cristo Morto Pianeggiato da Nicodemo e Due Angeli)
Filippino Lippi

Sant'Antonio Abate
Filippino Lippi

Studi di Cristo alla colonna, un nudo visto di spalle e varie figure
Filippino Lippi

San Girolamo nel suo studio
Filippino Lippi

Madonna e Bambino
Filippino Lippi

Due angeli che portano torce
Filippino Lippi

L'incoronazione della Vergine
Filippino Lippi






