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Adorazione dei Magi — Storia e analisi

Un re in ginocchio, riccamente vestito di blu e oro, si protende per toccare il piede del Bambino Cristo, che siede diritto sulle ginocchia di Maria ed estende la mano in benedizione, mentre un altro re si inchina profondamente e presenta un recipiente di mirra. Una luce intensa cade sulle figure di Maria e dei Magi, proiettando ombre profonde e attirando l'attenzione sui gesti di adorazione e sullo scambio tra l'infante e i suoi visitatori. Adorazione dei Magi fu commissionata dal vescovo Martín de León Cárdenas per il coro della Cattedrale di Pozzuoli, come parte di una ristrutturazione che includeva altre due opere di Artemisia Gentileschi.

Il dipinto rimase nella cattedrale fino a quando i danni causati da un incendio nel 1964 portarono al suo trasferimento per la conservazione, prima alla Certosa di San Martino, poi al Museo di Capodimonte, prima del suo ritorno alla Cattedrale di Pozzuoli nel 2014. Quest'opera si colloca tra le principali commissioni religiose del periodo napoletano di Gentileschi, creata insieme alle sue rappresentazioni di San Gennaro e dei Santi Procolo e Nicea per la stessa cattedrale.

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