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Giuditta che uccide Oloferne — Storia e analisi

Giuditta, vestita di blu, si inclina in avanti con forza determinata mentre sega il collo di Oloferne, con la mano sinistra che afferra i suoi capelli mentre la sua serva Abra tiene fermo il suo corpo in lotta; il sangue scorre sulle lenzuola bianche e trabocca dal bordo del letto. La scena è strettamente incorniciata, le figure pressate l'una contro l'altra e illuminate da una luce dura e direzionale che mette in risalto i loro volti e braccia contro l'oscurità circostante. Giuditta che decapita Oloferne prende il suo soggetto dal Libro di Giuditta, mostrando l'eroina israelita e la sua serva nell'atto di uccidere il generale assiro Oloferne dopo che si è addormentato, come descritto nella storia biblica.

Artemisia Gentileschi completò questo dipinto nel 1612-13, ed è ora riconosciuto come una delle sue opere più iconiche. Gli studiosi notano che la composizione di Gentileschi enfatizza il ruolo fisico attivo di Giuditta, distinguendola dalle rappresentazioni precedenti di artisti maschili e mettendo in evidenza temi di agenzia e forza femminile all'interno dell'arte religiosa barocca.

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