Giuditta e la serva con la testa di Oloferne — Storia e analisi
Una donna in un abito dorato alza la mano per proteggere la luce di una candela, con il volto teso mentre guarda nell'oscurità, mentre un'altra donna è accovacciata ai suoi piedi, raccogliendo una testa mozzata in un sacco. La scena proviene dal Libro di Giuditta: la serva di Giuditta, Abra, nasconde la testa di Oloferne pochi istanti dopo la decapitazione, mentre Giuditta fa la guardia. Artemisia Gentileschi dipinse quest'opera intorno al 1623-1625 ed è una delle quattro interpretazioni della storia di Giuditta che ha creato.
L'illuminazione drammatica e la composizione del dipinto riflettono la tecnica caravaggesca che distingue l'approccio di Artemisia Gentileschi. L'opera fu un tempo di proprietà del Principe Brancaccio nel 1952 prima di essere acquisita dall'Istituto d'Arte di Detroit. Gli storici dell'arte hanno descritto questo dipinto come un importante traguardo nella carriera di Gentileschi, collocandola tra i principali artisti del Barocco italiano.
Altre opere di Artemisia Gentileschi

Giuditta che decapita Oloferne
Artemisia Gentileschi

Giuditta che uccide Oloferne
Artemisia Gentileschi

Betsabea al suo bagno
Artemisia Gentileschi

Adorazione dei Magi
Artemisia Gentileschi

Danaë
Artemisia Gentileschi

Susanna e i vecchi
Artemisia Gentileschi

Giuditta e la sua serva con la testa di Oloferne
Artemisia Gentileschi

Madeleine penitente, par
Artemisia Gentileschi

Ritratto di un Gonfaloniere
Artemisia Gentileschi

Ritratto di una signora seduta (signora Caterina Savelli?)
Artemisia Gentileschi






