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Bambini che giocano con un gatto — Storia e analisi

Quando Mary Cassatt dipinse Bambini che giocano con un gatto nel 1908, era già celebrata come l'unica americana a esporre con gli impressionisti francesi. Tuttavia, quest'opera si distingue per il suo soggetto intimo: le stesse nipoti e nipoti di Cassatt posavano spesso per lei, e le lettere di famiglia dell'epoca menzionano il suo piacere nel catturare i loro "modi rapidi e vivaci". Il dipinto appartiene a una fase avanzata della carriera di Cassatt, quando la sua vista stava diminuendo, ma la sua fascinazione per il mondo dei bambini rimaneva intatta. La scena scelta da Cassatt è un momento fugace dell'infanzia: due bambini, assorbiti nel gioco, con l'attenzione fissa su un gatto che si contorce.

Le mani del bambino più grande sono delicate ma decise, mentre il più piccolo si inclina, mescolando curiosità e cautela nella sua postura. Il gatto, mezzo addomesticato e mezzo selvatico, è sia un compagno di gioco che una sfida. Il tocco di pennello di Cassatt è sciolto e luminoso, la luce cade sui volti e sui vestiti dei bambini, animando la scena con calore e immediatezza.

A differenza dei trattamenti più decorativi dei bambini di Pierre-Auguste Renoir, lo sguardo di Cassatt è disincantato, catturando sia l'affetto che l'imprevedibilità dell'infanzia. Il mezzo esatto di Bambini che giocano con un gatto non è documentato, anche se Cassatt spesso lavorava a olio e pastello in quegli anni. La provenienza iniziale del dipinto non è chiara, ma è tipica dei soggetti domestici che produceva per collezionisti privati in Francia e America. Oggi è conservato in una collezione privata e raramente esposto, rendendolo un esempio meno conosciuto ma rivelatore del lavoro tardivo di Cassatt.

Questo dipinto segna un periodo in cui Cassatt, nonostante le sfide di salute, continuò a esplorare il mondo dei bambini con una schiettezza e una onestà che la distinguevano dai suoi contemporanei.

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