E l'oro del loro corpo — Storia e analisi
Quando Paul Gauguin dipinse E l'oro del loro corpo nel 1901, viveva nelle Isole Marchesi, lontano dal mondo dell'arte parigina che un tempo lo aveva celebrato e scandalizzato. Il titolo, che si traduce come "E l'oro dei loro corpi", è una frase presa dal romanzo di Pierre Loti del 1880 Le Mariage de Loti, un libro che ha colorato le fantasie europee sul Pacifico meridionale. Il dipinto è una delle ultime grandi opere che Gauguin completò prima della sua morte nel 1903, segnando il culmine delle sue esplorazioni tahitiane e marchigiane del colore, del mito e della forma femminile.
La sua creazione coincise con un periodo di declino della salute e crescente isolamento per l'artista, che a quel punto era estraniato sia dalla sua famiglia che dalle autorità coloniali. La scena cattura due donne polinesiane, la cui pelle è resa in toni luminosi e saturi, sdraiate in un paesaggio lussureggiante e onirico. La scelta del momento da parte di Gauguin è ambigua: le donne sono a riposo, ma i loro sguardi diretti e inflessibili incontrano quello dello spettatore, sfidando lo sguardo europeo che così spesso le oggettivava. La luce dorata che avvolge i loro corpi non è solo un'impresa tecnica, ma un simbolo—suggerendo sia l'attrazione che lo sfruttamento del desiderio coloniale.
La prospettiva appiattita e i contorni audaci richiamano le stampe giapponesi, mentre la languida sensualità delle figure invita a un confronto con Édouard Manet e la sua Olympia, sebbene qui il contesto sia lontano dai boudoir parigini. La palette di Gauguin, dominata da ocra e verdi profondi, dissolve il confine tra figura e paesaggio, fondendo corpo e terra. Il mezzo preciso di E l'oro del loro corpo rimane incerto, anche se è probabile che si tratti di olio su tela, in linea con la pratica di Gauguin durante i suoi anni polinesiani. La provenienza iniziale del dipinto non è completamente documentata; è riemerso in Europa dopo la morte di Gauguin e ha passato attraverso diverse collezioni private.
Oggi è riconosciuto come un esempio chiave del Post-Impressionismo, illustrando l'approccio radicale di Gauguin nei confronti del colore e della forma alla fine della sua vita. La miscela ambigua di ammirazione e appropriazione dell'opera continua a suscitare dibattiti tra gli studiosi, riflettendo il complesso lascito dei dipinti pacifici di Gauguin.
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