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Come la Regina Ginevra Montò a Maggio (La Morte di Artù) — Storia e analisi

Ciò che colpisce per primo nell'opera di Aubrey Beardsley Come la regina Ginevra montò a maggio è il senso di una processione teatrale, come se il fasto della leggenda arturiana fosse stato distillato in un unico, grafico slancio. Le figure, guidate da una regina in abito elaborato e alto cappello, sembrano fluttuare sulla pagina, il loro viaggio incorniciato da un tumulto di fogliame stilizzato. Ogni linea è deliberata: il movimento del vestito di Ginevra, i cavalli in posizione, il distacco quasi onirico dei cavalieri.

Il pannello di sinistra attira lo spettatore nell'azione, mentre quello di destra si apre su un castello lontano da favola, le cui torri si ergono sopra un campo di fiori a motivi. Qui, il paesaggio non è uno sfondo, ma un palcoscenico, dove ogni fiore e foglia è sia ornamento che simbolo. Quest'opera appartiene inconfondibilmente agli anni '90 dell'Ottocento, quando Aubrey Beardsley portò una nuova e decadente energia all'illustrazione e al design di libri in Gran Bretagna. Creata per l'edizione 1893-1894 di Le Morte d'Arthur di Thomas Malory, l'arte di Beardsley faceva parte di un movimento che si deliziava nella rinascita del romanzo medievale, ma lo filtrava attraverso l'obiettivo acuto e moderno dell'Art Nouveau.

Tali illustrazioni furono commissionate per trasformare i libri stampati in oggetti di desiderio, le cui immagini erano tanto coinvolgenti quanto le storie stesse. I forti contrasti in bianco e nero, l'intricata cornice di viti arricciate e la stilizzazione teatrale contraddistinguono quest'opera come un prodotto del suo tempo, quando artisti ed editori credevano che il libro potesse essere un'opera d'arte totale. Più a lungo si guarda, più l'immagine rivela: un mondo in cui mito e ornamento sono inseparabili.

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