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Giovani ragazze che giocano con il volante — Storia e analisi

Quando Pierre-Auguste Renoir svelò Giovani ragazze che giocano con il volante nel 1887, era già celebrato per le sue scene luminose di svago, ma questa tela si distingue per il suo soggetto: il raffinato gioco del battledore e della volano, un passatempo popolare tra le ragazze borghesi della Francia di fine Ottocento. Il dipinto ha suscitato dibattiti tra gli studiosi per il suo ambiente ambiguo—né strettamente interno né esterno—e per il modo in cui segna la transizione di Renoir dalla pennellata sciolta della sua fase Impressionista precedente a uno stile più definito e classico. Questo cambiamento era così pronunciato che alcuni critici dell'epoca accusarono Renoir di tradire le sue radici; come scrisse lo stesso artista nel 1883: “Avevo spremuto l'Impressionismo fino all'ultima goccia e giunsi alla conclusione che non sapevo né dipingere né disegnare.” Il momento che Renoir scelse di catturare è quello di un'azione sospesa: due giovani donne, vestite con leggeri abiti estivi, si fronteggiano su un fazzoletto di erba illuminata dal sole, con le racchette pronte, gli occhi fissi sull'arco invisibile del volano.

La luce maculata filtra attraverso gli alberi, proiettando ombre giocose che animano i loro vestiti bianchi. Le loro posture rilassate e i sorrisi gentili suggeriscono sia intimità che competizione, un dramma silenzioso di gioventù e amicizia. L'apertura ariosa della composizione e i volti freschi delle ragazze richiamano le stesse esplorazioni di Berthe Morisot sulle donne in svago, tuttavia, la palette di Renoir è più calda, i suoi contorni più scolpiti—un segno del suo crescente interesse per la solidità della forma.

L'inclusione del gioco di battledore, un precursore del badminton moderno, allude sottilmente alla fascinazione dell'epoca per la salute fisica e i ruoli in cambiamento delle donne. A differenza di molte opere di Renoir, Giovani ragazze che giocano con il volante non era un ritratto commissionato, ma piuttosto una scena di genere, dipinta in un momento in cui l'artista stava sperimentando nuove tecniche e soggetti. La sua provenienza iniziale non è ben documentata, sebbene sia stata probabilmente esposta a Parigi prima di entrare in collezioni private. Oggi, il dipinto è riconosciuto come un esempio chiave del cosiddetto “periodo Ingres” di Renoir, quando cercava di riconciliare la spontaneità dell'Impressionismo con la disciplina del disegno classico.

Il fascino delicato dell'opera e la sua sicurezza tecnica le hanno assicurato un posto in diverse importanti esposizioni, e rimane un favorito tra coloro che apprezzano la capacità di Renoir di catturare le fugaci gioie della vita quotidiana.

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