John Tufton, secondo conte di Thanet (1608-1664) e Margaret Sackville, sua moglie (1614-1676) — Storia e analisi
Quando Anthony van Dyck arrivò in Inghilterra nel 1632, divenne rapidamente il ritrattista preferito dell'aristocrazia, e i suoi soggetti spesso si contendevano la sua attenzione. Tra di loro c'erano John Tufton, Secondo Conte di Thanet, e sua moglie, Margaret Sackville, i cui legami familiari e fortune erano profondamente intrecciati con i tumultuosi eventi politici della Guerra Civile Inglese. Il dipinto cattura una coppia la cui lealtà alla monarchia alla fine costerà loro caro: John Tufton era un sostenitore realista e le sue proprietà soffrirono durante il conflitto.
Il ritratto si erge come un testimone di un momento poco prima che il mondo che conoscevano venisse sconvolto dalla guerra. Van Dyck seleziona un momento di intimità composta, ponendo il Conte e la Contessa insieme, le loro mani forse appena toccandosi, i loro sguardi fissi ma riservati. Il Conte è vestito di nero con un delicato colletto di pizzo, che significa sia il suo rango sia l'umore sobrio dell'epoca, mentre l'abbigliamento e le perle di Margaret parlano della sua nobile discendenza. La luce soffusa accarezza i loro volti, conferendo un senso di immediatezza e presenza, e il sottile gioco di gesti—la sua mano che riposa leggermente, la sua postura protettiva—suggerisce sia partnership che formalità.
A differenza dei ritratti doppi più informali di Gainsborough, l'approccio di Van Dyck è maestoso e composto, riflettendo i codici di esposizione aristocratica nel primo Barocco. La storia precisa della commissione di questo dipinto non è completamente documentata, ma probabilmente fu creata durante il periodo inglese di Van Dyck, quando produceva ritratti per molte famiglie di spicco. La sua sopravvivenza attraverso le turbolenze del XVII secolo parla del valore attribuito a tali immagini come simboli di lignaggio e lealtà. Oggi, l'opera è riconosciuta come un ottimo esempio della capacità di Van Dyck di combinare intuizione psicologica con grandezza aristocratica e continua a essere studiata per la sua sottile resa del carattere e dello status.
Il ritratto rimane un testimone importante sia delle storie personali dei suoi soggetti sia delle correnti più ampie della storia inglese ai tempi di Van Dyck.
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