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Il gatto con gli stivali (Perrault) — Storia e analisi

Una parata cortese si snoda attraverso un paesaggio pallido e onirico, ma è la figura felina a destra—eretta, con baffi e vestita con sfarzosi abiti—che cattura l'occhio e la storia. La posa sicura del gatto, con una zampa appoggiata su un bastone e una piuma di pelliccia che esplode dai suoi polsini, trasforma un noto imbroglione delle fiabe in una creatura di ingegno e stile. Le figure accanto a lui, elegantemente vestite con parrucche impolverate e abiti fluttuanti, si inclinano l'una verso l'altra in intriganti sussurri, i loro volti vivaci di astuta divertimento.

La città oltre si dissolve nella nebbia, lasciando le figure in primo piano a occupare il palco, i loro costumi resi con un dettaglio meticoloso, quasi teatrale. Ogni gesto, dall'inclinazione del bastone al fruscio di un nastro, segnala un mondo in cui apparenze e astuzia sono valuta. Creato nel 1922 come illustrazione per Le fiabe di Charles Perrault, quest'opera di Harry Clarke appartiene a un momento in cui le fiabe venivano reimmaginate per nuovi pubblici, la loro magia filtrata attraverso la lente dell'Art Deco e dell'illustrazione del primo Novecento. Clarke, celebrato per le sue vetrate e illustrazioni di libri, portò un tocco acuto e spesso malizioso ai suoi soggetti, deliziandosi nell'interazione tra eleganza e stranezza.

Tali immagini furono commissionate per incantare sia i bambini che gli adulti, i loro scenari fantastici un controcanto alle incertezze del mondo del dopoguerra. La storia ha conservato solo tracce sparse di queste edizioni illustrate, ma l'ingegno e l'invenzione di Il gatto con gli stivali di Clarke ci invitano a soffermarci, cercando segreti in ogni linea di pelliccia e piega di seta.

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