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Ratto e salmone — Storia e analisi

Nessun altro motivo appare più frequentemente nell'opera di Katsushika Hokusai della modesta rata, eppure l'abbinamento di un ratto e di un salmone è una rarità anche nella sua prolifica produzione. Questa combinazione insolita ha suscitato l'interesse degli studiosi, poiché si discosta dai temi più comuni di uccelli e fiori o paesaggi drammatici che hanno caratterizzato la tarda epoca Edo in Giappone. Il soggetto giocoso dell'immagine, insieme alla sua data e al suo medium sconosciuti, ha portato alcuni a speculare che potrebbe essere stata creata come un surimono, una stampa elegante commissionata privatamente per un'occasione speciale, forse un saluto di Capodanno, quando i simboli di fortuna e abbondanza erano particolarmente apprezzati. Al centro di Ratto e salmone c'è un momento di silenziosa tensione: un ratto grasso, in posizione accovacciata, si allunga curiosamente verso un grande salmone lucente disteso davanti a lui.

I delicati baffi del ratto e il suo naso tremolante suggeriscono sia curiosità che cautela, mentre il salmone—reso con meticolosa attenzione alle sue squame argentate—giace immobile, un premio o un'offerta. Nella tradizione popolare giapponese, i ratti sono associati a Daikokuten, il dio della ricchezza, e il salmone con la perseveranza e l'abbondanza stagionale. La composizione di Hokusai, con il suo sfondo scarno e il focus ravvicinato, invita a un confronto con la sua contemporanea serie Piccole fiori e uccelli, ma qui la narrazione è più ambigua: il ratto è un ladro, un ospite o un simbolo di fortuna in procinto di essere reclamato? Le origini precise e il percorso di Ratto e salmone rimangono incerti, così come molti dettagli delle opere meno conosciute di Hokusai.

Se si tratta effettivamente di un surimono, sarebbe circolato tra un piccolo gruppo di letterati e mecenati, apprezzato per il suo ingegno e la sua finezza tecnica. L'assenza di una firma o di un marchio dell'editore complica l'attribuzione, ma la linea vivace e l'osservazione sensibile sono tratti distintivi dello stile maturo di Hokusai. Oggi, l'opera è conservata in una collezione privata, riemergendo occasionalmente in mostre dedicate ai soggetti animali dell'artista, dove si erge come un testimone della curiosità infinita di Hokusai per il mondo naturale e del suo piacere per l'inaspettato.

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