Natura morta con pompelmo — Storia e analisi
Quando Paul Gauguin dipinse Natura morta con pomelo nel 1901, viveva nelle Isole Marchesi, a migliaia di chilometri dalla sua Francia natale e a pochi mesi dalla sua morte. Questo dipinto appartiene all'ultimo capitolo febbrile della sua carriera, quando la sua salute stava peggiorando, ma i suoi colori diventavano più vivaci e le sue forme più semplificate. La data esatta dell'opera è incerta, ma si colloca tra le ultime nature morte che abbia mai dipinto, un genere a cui tornò ripetutamente durante il suo esilio polinesiano.
Gli studiosi continuano a dibattere se questo dipinto fosse destinato a un collezionista europeo o come regalo per un conoscente locale; non ci sono registrazioni che confermino la sua proprietà iniziale. Sulla tela, un pomelo tagliato si trova al centro, la sua polpa resa in tonalità audaci, quasi innaturali, circondata da altri frutti tropicali e un semplice recipiente in ceramica. La pennellata di Gauguin è sciolta e diretta, gli oggetti delineati con tratti spessi e scuri che appiattiscono lo spazio e enfatizzano il motivo piuttosto che la profondità. Il pomelo stesso, raramente visto nelle nature morte europee dell'epoca, segnala la fascinazione dell'artista per l'abbondanza sconosciuta delle isole e forse un desiderio per l'immediatezza sensuale della sua casa adottiva.
La composizione ricorda le nature morte di Paul Cézanne, ma mentre le mele e le pere di Cézanne sono meditazioni sulla solidità e sulla forma, i frutti di Gauguin sembrano pulsare con il calore e l'estraneità del Pacifico meridionale. La storia fisica di Natura morta con pomelo non è completamente documentata. Come molte opere degli ultimi anni di Gauguin, probabilmente rimase nelle isole per un certo periodo prima di arrivare in Europa, forse attraverso le mani di mercanti d'arte che cercavano i suoi ultimi dipinti dopo la sua morte nel 1903. Oggi, il dipinto è riconosciuto come parte del movimento Post-Impressionista, una testimonianza della ricerca inquieta di Gauguin di nuove forme e significati alla fine della sua vita.
La sua posizione attuale non è ampiamente pubblicata, ma appare occasionalmente in mostre dedicate ai periodi tahitiani e marquesani di Gauguin, dove si erge come un vivido resoconto dei suoi ultimi esperimenti con colore e composizione.
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